non mollate

Le tue imitazioni sono meravigliose

Nel meraviglioso “Polònia” spetta ad Agnes Busquets l’onore di imitare Letizia Ortiz. Essendo il compleanno della “periodista devorciada” (cit.) rivolgiamo un doppio appello:

  1. Ad Agnes a non mollare con le imitazioni, quella di Leti è fantastica ma anche in altre non è da meno (nel “nuovo” ruolo di Ariadna Oltra già dimostra le sue qualità
  2. A Letizia, vero nome tutelare di questo blog in attesa del Manifesto, di continuare nelle sue iniziative anche perché con l’uscita di scena di Zapatero la scalata verso il titolo di “persona più odiata di Spagna” oramai è un falso piano.
Feliz cumpleaños, Princesa.

Siamo dalla vostra parte

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in breve

la panza da birra

Touché

Dove si può imparare il catalano? Imita anche Cialtrinho e il Papa

Ti stimo, Toni

Tributo a Poncharello

Figlia degli anni '80

La felicità non ha prezzo, è un figo.

Voglio quegli occhiali

Devo tornare alla Palazzina

Leggi la maglietta

Doña Letizia

... e tutti mi dicevano che ero ben vestita

Gaetano Bresci disse, o quantomeno la memoria lo ricorda così…

Io non ho ucciso Umberto, ho ucciso il re. Ho ucciso un principio.

Uccidere un principio vuol dire che esso non si ripresenti più, questo è rivolto anche a chi rimuove l’iconografia monarchica, ma non sottilizziamo. Non è questione di distinguo (Bresci ha fatto benissimo, lo ringrazio nei secoli a venire). E’ stata fatta a Girona (a proposito, bellissima città) durante un ciclo di conferenze alle quali ha parlato il Principe Felipe. Delle conferenze me ne sbatto e torno su Letizia. E’ la didascalia, di mia invenzione, che va contro il principio. Vestirsi bene attira le simpatie della gente, soprattutto quando hai fascino ma dopo? Cosa resta dentro di noi? Qualche dettaglio della tristezza delle persone. Il principio che dovremmo uccidere è l’indifferenza, non la solitudine.

ana, te quiero

Il sottoscritto si alza la mattina e guarda il Telediario Matinal di TVE (TeleVision Espanola), ci sono diversi motivi ma non sottilizziamo. C’è il “telediario en 4′ ” ed il telegiornale completo. L’immagine di partenza raffigura Giuliano Pisapia festeggiato a Piazza Duomo. Tra i titoli

Derrota histórica de Silvio Berlusconi en las elecciones municipales, que ha perdido varios de sus feudos, como Milán o Nápoles.

Sentir pronunciar tali parole da Ana Roldan mi rende un uomo felice. Aspetta! Ci prendi in giro? Hai confessato che al primo turno tra Lettieri e De Magistris avresti votato il primo! Vero, se fossi stato costretto. Vorrei ricordare che la scheda il sottoscritto tende ad annullarla. Ora salti sul carro del vincitore? No, per qualche motivo:

  1. Aspetto il seppuku di Mastella (altro che balcone, pistola o cianuro)
  2. Ci sono tanti problemi da risolvere, andiamoci piano con i festeggiamenti.
  3. Berlusconi è duro a morire, farà fuori qualcuno ma non mollerà. Forse siamo al 25 Luglio, fino al 25 Aprile manca un anno e mezzo. Tra quando si vota?
  4. Chi glielo dice a Funtanella? Quale scusa userà nel distogliere i salernitani dalla sua politica fascista?
Sabato 4 Giugno Festa del CUS Brescia Rugby, birra per i giocatori ad 1,50. La quantità è mezzo litro. Istigazione a delinquere, art. 414 del C.P.
Chiunque pubblicamente istiga a commettere uno o più reati è punito, per il solo fatto dell’istigazione:
1) con la reclusione da uno a cinque anni, se trattasi di istigazione a commettere delitti;
2) con la reclusione fino a un anno, ovvero con la multa fino a euro 206, se trattasi di istigazione a commettere contravvenzioni.
Se si tratta di istigazione a commettere uno o più delitti e una o più contravvenzioni, si applica la pena stabilita nel n. 1.
Alla pena stabilita del n. 1 soggiace anche chi pubblicamente fa l’apologia di uno o più delitti.
Fuori dei casi di cui all’articolo 302, se l’istigazione o l’apologia di cui ai commi precedenti riguarda delitti di terrorismo o crimini contro l’umanità la pena è aumentata della metà. (1)

Come state, principessa?

A proposito, ricordate il breve post dedicato a Leticia Ortiz? Sul sito del Telecinco (la tv spagnola di Berluska, sì) ho trovato questo, nascosto da mujeres y hombres (indovinate cos’è?) e il superviventes. Una foto per tutte. Non sappiamo dire se sia davvero lo spirito di Diana, siamo certi che la monarchia non fa bene alla salute. Vuoi vedere che Pippa c’ha ragione? Per carità, ci sono anche foto in cui esprime solarità e bellezza ma non nelle foto ufficiali.
P.S. Sono di nuovo in pista… almeno così credo. A volte mi sento così compromesso, così compresso in una concorrenza troppo alta. Depressione da Mariottide o valutazione delle forze in campo?

principesse

Lo spirito di Diana Spencer?

Smaltite le tossine sanremesi e tossine da contatto personale voglio lasciare una piccola riflessione personale, riguardante il conformismo. Partiamo, com’è logico, dalla foto. Come ben parla la didascalia l’attenzione non è certo su Jorge Lorenzo (notare all’estrema destra Iker “butto soldi per rifare le zinne alla mia donna che è un figone clamoroso” Casillas) bensì su Letizia Ortiz. Direte voi: c’è proprio bisogno di parlare della monarchia? No, infatti mi concentro su Letizia Ortiz per come la vedete nella foto. E’ l’unica che non guarda né in macchina né verso il festeggiato. Sarà stato un due mesi fa ma lessi un articolo in cui veniva paragonata a Diana Spencer. Il paragone coinvolge, sotto un altro aspetto (quello umanitario), anche la Regina Rania di Giordania. La moglie del Principe Felipe viene accusata di vivere la stessa “tristezza di corte” che ha afflitto Lady D. Questa è una prima facciata del conformismo: il voler sempre paragonare ad icone del passato. Fateci caso, anche in molti spot pubblicitari (ne ricordo uno in cui Anna Falchi imitava Anita Ekberg nella leggendaria scena della Fontana di Trevi).

La seconda facciata del conformismo riguarda la gestione del dolore umano: immagine ricorrente (vera, per carità, ma inflazionata) è quella del viaggio in macchina per riflettere. Basta fare un giro delle stazioni radio o del cassetto dei CD in macchina per trovarne uno che va bene. Si ascoltano due-tre canzoni di quelle valide per rimettere quasi tutto apposto. Almeno nella testa perché in fondo si tratta di riordinare le idee. Il conformismo consiste in una pretesa a grandi riflessioni sulla vita in momenti simili o, peggio ancora, ad un non soffrire. Perché ci sono quelli che non soffrono ma anche altri che ti dicono “bevi per dimenticare” o “bevi per conformismo”. Sinceramente devo dire che il dolore, la sofferenza, sono stati d’animo che mi penetrano dentro e con i quali convivo mentre bevo perché mi piace e come i veri piaceri lo prendo con moderazione (cioé una volta a settimana ma quella volta…)