la terza serata (G.G. uno di noi!)

Michele Novaro incontra Mameli e insieme scrivono un pezzo tutt’ora in voga

Premessa. Per una volta ci accodiamo alla massa: Gianni Morandi è un cantante, non un presentatore. Hanno scelto lui perché non c’era nessun altro. Ancora il peggio di Sanremo

Menzione d’onore per il mio socio. Mi ha fatto sapere che il Teatro Grande di Brescia è più grande dell’Ariston. Aggiungo una cosa: ha ragione, i giovani vanno presentati prima. Per fortuna (o purtroppo) “Lungimiranza” è una canzone degli Offlaga Disco Pax.

  1. “Va’ pensiero”, sappiamo chi l’adora. Chi la canta (e pure molto bene)? Albano, noto leghista, con una camicia con il colore della Lega: un bel rosso acceso perché, come dice Beppe Grillo, Bossi era comunista!
  2. Chi cazzo era quello col binocolino da spettacolo lirico? Voleva vedere meglio le tette di Belen?
  3. “The ballad of Sacco and Vanzetti”… non potevano dire, in diretta EUROPEA, che parliamo di due anarchici. Sto soffrendo e pagando perché sono anarchico (Gian Maria Volontè)
  4. Arisa? Con gli occhiali nuovi? Pezzali vestito normalmente? So’ cecato?
  5. – Perché tu milanese canti una canzone in napoletano? – Intanto io sono figlio di napoletani. – Non avrà la cadenza però solo la risposta lo assolve da tutte le colpe da lumbard. Ah, s’è pure ricordato di cantare.
  6. Canalis-Rodriguez 1-6. Cappotto clamoroso! Partita d’attacco della Belen con un paio di regali clamorosi di Elisabetta, letteralmente schiantata. Punto in coda, io non sono cattiva: è che mi disegnano così
  7. – Chissà domani gli ascolti di Annozero – Stasera era davvero dura, infatti hanno invitato Storace. – La battuta è mia, voglio il copyright! – Mi sembra stonato Benigni? – Perché? – Con questi discorsi sulla patria, di questi tempi. – Non fare lo schizzinoso, Masi doveva ripijarsi. Voleva i sali ma La Russa teneva solo l’olio di ricino. – Applauso, cazziu cazziu!
  8. un paese che non ricorda la cultura va incontro all’oppressione e alla schiavitù. Storiografia a parte… la vera perla di Benigni.
  9. Lady Blackberry al Festival! Scanzi, dove sei?
  10. Melito di Porto Salvo, cornuto!
  11. Mamma mia, a pensare all’estate di due anni fa e a come facevamo i pirla. Vederla a Sanremo cantare così fa impressione, grande Micaela! Continuo a pensare che lei e Gabriella Ferrone hanno cantato i pezzi migliori nelle nuove proposte, terza Sabrina Abrami.
  12. Corsa contro il tempo (perfino il cronometro!), perduta. Il TG1 60 secondi, ci vorrebbe una cronaca

Lo ribadisco: non riesco a sopportare questo amore dell’umanità per Luca Madonia, Giusy Ferreri e soprattutto per Gualazzi.

Io non capisco tutto questo rock ‘n roll / io non capisco la-si-do-re-mi-fa-sol / Io non capisco, non capisco, non capisco / e allora ballo la disco-music / Evviva la disco-music!

Ah, contrordine: sto rivalutando il brano di Giovanardi… forse. Dico anche un’altra cosa: non mi sento italiano. C’è stato tutto quello che ha detto Benigni, per carità, ma l’Italia è anche tante colpe e tanti massacri. In nome della patria. Chi hanno ripescato? La Tatangelo, come ampiamente previsto, e Michele Misseri. Albano ha già vinto!

P.S. Mi annunciano dalla regia che Emma possiede simpatie comuniste. Cantare non è cosa sua ma quanto meno metterla premier al posto della Bindi, almeno per la mia amica Chiara che non potrebbe reggere.

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la seconda serata (inch’allah)

capelli biondi stratinti / rossetto da battona autoprodotta / naso tempestato di punti neri / e quindici anni molto randagi
Menzione d’onore per Maurizio Dei Lazzaretti, è vero: sta invecchiando parecchio ma resta un grande. Lui ed il Maestro Sabiu
  1. Le canzoni continuano a fare cagare, almeno qualcuna, ma c’è da dire che si stanno impegnando tutti nella speranza di non ripetere la figura di merda di ieri
  2. “L’unico essere al mondo che ha la barba che coincide con le labbra è Peppe Vessicchio”, parole e pensieri del mio socio. Ha ragione, complimenti
  3. La par condicio sulla satira? No comment.
  4. Giusy Ferreri semi-nuda era già indecente ieri. Adesso ha fatto una roba strana agli occhi e rossetto da troia… e se vincesse come dice il mio collega? Siamo messi mooooolto male!
  5. Dio (se esisti) accogli nel tuo regno il costumista di Max Pezzali!
  6. Mario Gregorio (SuperTV Brescia) critica l’audio di Sanremo. Affanculo la coerenza!
  7. Canalis-Rodriguez 7-5. La canzone e lo stacco di culo di Belen colpi di scena in un confronto che sta vivendo dei ritmi più alti. La Canalis tante piccole cose che attizzano ‘na cifra! Del rossetto da battona autoprodotta (cit.) non ne parliamo proprio. Poi ha cominciato a parlare inglese, bisognava chiamare Nicole Minetti!
  8. Gabriella Ferroni. Fisicamente mi garba. Se facesse meno le mossette e strafacesse con la voce potrebbe andare da qualche parte. Il pezzo è bello, ottime le musiche. Gli altri giovani? Gualazzi? No, cazzo. Micheal Bublè non lo sopporto. A casa! Il rastone fa veramente ridere ma il reggae fatto in quella maniera DEVE SPARIRE! L’altra? Accettabile, l’hanno ammessa. Insieme a quello lì cor nome de mmerda. Fabio Concato… ma vattela a pija!
  9. Ancora i 60 secondi di TG1, ancora la Milf. Tutti al “Bulli & Pupe”, altro che l’Olgettina!
  10. Resisto per la seconda sera di fila fino alla fine, giusto per vedere chi passa. Tanto il mio pensiero sulle canzoni l’ho già espresso (e non cambio certo idea). E se il Bernasconi portasse a casa il premio della critica? Mica c’ho pensato! Fuori, per ora, Al Bano e Patty Pravo. Incredibile! (Cit. Gianni Morandi)

Mi consolo con gli originali, almeno hanno nomi e cognomi che esprimono decenza e normalità

P.S. L’ingresso alla fine del Maestro mescolato ai “protagonisti” con la chitarra elettrica, altro punto per l’orchestra. Vi prego, truccate il voto!

la prima serata

siamo rimasti a guardare / un desiderio / qualche volta noioso / e non sarai mai / un’emozione da poco

Io ed il mio socio tiriamo fuori il peggio da Sanremo. Premio speciale della giuria per Mariasilvia Santilli? Chi è? Era tardi, c’era la pubblicità. Vi siete persi i 60 secondi di TG1, una perla. Via il mezzo busto, camicia bianca, capelli strafatti e occhiali neri. Una milf d’altissimo profilo, Olgettina style

1) Canalis-Rodriguez. Primo set 6-4. Non è tennis, è il premio “la più zoccola delle vallette”. 5 serate, come ogni finale di Grande Slam che si rispetti. Menzione d’onore per l’inizio sfolgorante ed il pantalone attillato di Elisabetta, Belen si salva con quel quasi richiamo a Corona e la collana su vestito nero.

2) Clip su chi resta: in ordine Tricarico, Luca Madonia e Giusy Ferreri. I primi tre. Cioè Battiato che ricicla “Segnali di Vita” e i due che avrei fatto fuori. Pezzali ed Al Bano sono da calci in culo ma fuori concorso. Il primo si è sputtanato da solo (con una canzone indecente e cantata peggio ma soprattutto per la giacca), il secondo ha scritto una canzone che rivisitata la dovrebbe cantare Michele Misseri! Sarah è libera!

3) La perla sul televoto è favolosa! Grazie Gianni!

4) Luca & Paolo, due stupidi ma da volergli bene. Una pecca? La cravatta grigia!

5) Su Internet a commentare ma con un occhio al blog di Assante & Castaldo su Repubblica, stanno andando anche loro verso una brutta piega.

6) Nicoletta, ti adoro. In un’epoca assurda in cui tutte provano a svestirsi tu capelli assurdi (Nonna Papera, suggeriscono dalla regia) e vestito di tutto punto. Le mani librano, voce struggente. Ti adoro

Chi avrei fatto fuori? Lo ripeto: Tricarico, le cui cantilene hanno semplicemente rotto-il-cazzo, e Giusy Ferreri. Lei per due motivi: per come si è conciata e per la canzone. Molto peggio della Tatangelo che ha avuto, nonostante tutto, uno scatto di decenza. In tutto questo marasma restavano dentro i due tamarri, La Crus (i quali si dovrebbero vergognare! Dopo tutte le cose belle che ci hanno fatto vedere in questi anni si sono presentati con una canzone indecente!), Luca Madonia (rileggere sopra il parere) e la coppia metrosexual Emma+Modà. 25 anni fa non serviva l’accento, cantava Andrea Chimenti. Un signore.

Fuori 7 ne restano altrettanti: in ordine di apparizione Barbarossa, Vecchioni, Tatangelo, Van De Sfroos, Anna Oxa, Patty Pravo, Nathalie. Il mio podio? Patty Pravo vince, il Bernasconi secondo e Nathalie pupilladiElio terza. Giù dal podio la nipotina di Enver ma dopo l’eliminazione va ufficialmente fuori concorso.

Anna Oxa a Sanremo conciata come una punk londinese

P.S. Fuori la Tatangelo? La ripescano e arriva sul podio, come Sal da Vinci due anni fa. Vince Emma, seconda Nathalie o Giusy Ferreri.

previsioni

Vorrei parlare di una cosuccia: la vittoria del Premio Campiello di “Accabadora”. Cosa dire? Guardatevi la data della recensione (che è mia). Son soddisfazioni.

Sul comportamento increscioso di Vespa? Il servo impara dal padrone. Purtroppo molti hanno minimizzato con parole quasi squallide ed impossibili da citare, quando dovrebbe essere l’esatto contrario. E’ un altro segno di una misoginia ideologica che ormai ha travolto e reso gli italiani assolutamente negativi nei confronti del genere femminile (e non ne sono immune, sia chiaro). Ci vuole auto-critica ed uno sguardo intelligente, in fondo in Spagna ho avuto la conferma che gli italiani sono dei maiali. Sono convinti che alle donne possono fare tutto e sono delle loro proprietà, chissà da chi hanno imparato. Cadrà? Dubito, sono quasi sicuro che andremo a votare piuttosto presto. Questo è quanto

Continuiamo così, facciamoci del male (cit.)

Dicevo, giusto ieri… la Spagna.

Cosa ho visto? Tante cose, è stato un buon periodo per andarci e forse rendersi conto un pochino di quale sia l’andazzo e la differenza. Da cosa voglio partire? Da un dibattito al congresso dei deputati avvenuto una settimana fa. Zapatero si è presentato alle camere ed ha esposto tutti i recenti piani del governo, ha discusso della crisi economica, della nuova legge sull’aborto (approvata da poche settimane) e dalla discussa legge del Tribunale Costituzionale sulla Costituzione Catalana. E’ stato un dibattito acceso e molto deciso, tutti i rappresentanti dei partiti hanno esposto le critiche al governo con Zapatero che si è concesso l’ultima parola. Mariano Rajoy, presidente del Partito Popolare (il principale esponente del centro-destra) ha chiesto le dimissioni del governo ed immediate elezioni anticipate! Dov’è la notizia interessante? E’ il fatto in sé che è affascinante. Il capo dell’esecutivo si è presentato alle Camere ed ha dibattuto con tutti gli altri partiti di diversi argomenti. Non c’era in ballo una legge particolare, era un semplice dibattito sullo stato della nazione (così lo hanno definito i giornali). Vederlo mi ha impressionato, qualcosa che in Italia sembra fuori dalla realtà. Da noi il Pd(l) ha chiesto che Berluska riferisse alle Camere riguardo agli scandali recenti, in questi 3 anni di crisi economica non l’hanno mai fatto! La classe politica spagnola non è perfetta (nei giorni in cui sono stato in territorio spagnolo è stato arrestato un importante politico della zona di Alicante per corruzione) ma il confronto con la nostra è impietoso.

Il secondo punto di riflessione riguarda la televisione. Mia nonna, guardando il telegiornale, ha detto una frase interessantissima: “le nostre giornaliste sono ingessate. Queste si muovono molto di più“. Sulla gestualità nel mezzo televisivo aveva ragionato tantissimo Pier Paolo Pasolini. Logicamente io, non avendo l’intelligenza e la capacità analitica di P.P.P., guardo da profano e devo ammettere che non ha tutti i torti. Quello che mi ha impressionato riguarda soprattutto le espressioni del volto.

Nascondendo la nostra faccia stiamo rinunciando alla nostra unicità e dunque alla nostra anima. Il volto esprime la nostra autenticità

Parole inequivocabili, tratte dal documentario “Il corpo delle donne” di Lorella Zanardo. Mi chiedo se sia mai stata in Spagna e se abbia mai visto un Tele Diario della TVE-1. Il ruolo della donna in Spagna è interessante, le conduttrici sono quasi tutte donne (anche nel nostro TG1 è così) ma mi hanno fornito una sensazione diversa di bellezza e personalità rispetto alle nostre. Nei telegiornali mi è capitato di vedere anche qualche ministro e sempre delle donne. In particolare mi ha colpito il Ministro della Difesa, Carme Chacòn Piqueras, e Bibiana Aido, Ministro per le Pari Opportunità. La prima l’ho vista in un servizio, dopo la vittoria del Mondiale, in un viaggio in Libano. Più o meno le stesse cose che fanno da noi i nostri ministri della Difesa ma nella mia mente è apparso La Russa. Da un lato un uomo che quando la sua omologa nasceva (nel 1971) era già uno dei nomi emergenti dell’MSI milanese. Dall’altro una donna che a neanche 40 anni aveva in mano un ministero di quel calibro. La seconda invece, con la legge sull’aborto modificata, è comparsa molte volte in televisione ad approfondire il discorso e rispondere ai dubbi e alle lamentele degli enti locali. Poi leggi che ha solo 33 anni, più o meno la stessa età del nostro ministro per le pari opportunità. La mia conterranea Mara Carfagna. La domanda è: Bibiana Aido è stata una soubrette? Ha posato nuda per un calendario? Ha avuto l’attuale capo del governo che le ha detto: “Con te andrei dovunque e mollerei tutto”? Si è dimostrata protagonista di comportamenti istituzionali decisamente discutibili contro gay e transessuali? A quanto mi risulta… no.

Il terzo punto riguarda il territorio che ho potuto in parte conoscere e visitare: la Catalogna. In queste due settimane il Tribunale Costituzionale spagnolo ha presentato una sentenza decisamente discutibile, un passo indietro per l’autonomia della Catalunya con la bocciatura di 14 articoli dello Statuto. I partiti locali hanno risposto con una grandissima manifestazione di piazza alla vigilia della Finale Mondiale contro l’Olanda. Più di un milione di persone (prendo il dato, al ribasso, della polizia) hanno riempito Plaza de Catalunya, la Gracia e le vie circostanti in una grande manifestazione il cui slogan era il seguente:

Nosaltres Decidim: som una nacio!

La parola più pronunciata è stata: indipendenza! Prendiamo per buona la teoria morettiana di “Palombella Rossa” secondo cui le parole sono importanti. Effettivamente è così, allora mi è venuto in mente un altro paragone: quello con la Lega Nord. In Catalunya c’è una bandiera storica, c’è un territorio comune e c’è una lingua rappresentativa del territorio locale. Di contro abbiamo un partito che si riferisce ad un’entità geografica che non è esistita neanche nel presunto evento storico fondativo (cioè la guerra di molte città del Nord-Italia a Federico Barbarossa), non ha una lingua comune e non parla d’indipendenza bensì di secessione. Non si parla di statuti locali, di difesa dell’autonomia storica e culturale, di libertà come avviene in Catalunya ed in Euskal Herria. La Lega fonda il suo ruolo politico sul populismo, su di un razzismo volubile quanto falso e la difesa di privilegi economici di ben precisi ceti economici. Le pretese economiche catalane nascono da un fatto storico e da una precisa politica economica che è sorta con l’avvento di Franco ed è continuata paradossalmente dopo la sua morte. Le pretese economiche leghiste nascono da gruppi economici che lamentano una gestione ed un prelievo fiscale troppo aumentato quando poi si scopre che essi rappresentato il cardine dell’evasione fiscale.

A Barcellona si chiede indipendenza, a Pontida si chiede la secessione. A qualcuno non viene il dubbio che qualcosa non va?

P.S. In quel poco di radio catalane che sono riuscito ad ascoltare è stata passata una sola canzone fatta da un italiano: “Self Control” di Raf. Qualcosa effettivamente non va. Forse solo Nada potrà salvarci: o lei o l’avvento di Stryx. Comunque sia due soluzioni molto estreme. Ad oggi la mia scelta l’ho già fatta… e forse conferma il titolo.

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