l’ultima serata (Boris)

Genova, che… tutte le volte che ti ci trovi fuori ti rendi conto che è una città soprattutto da rimpiangere. Nel senso che ci nasci e ci vivi fino a 20 anni dove un nostro amico poeta diceva che “si arde d’inconsapevolezza”. Poi a 20 anni cerchi di trovare lavoro e soprattutto quando il tuo lavoro non è quello di fare il giovane di studio da un avvocato oppure da un ingegnere ti rendi conto che è difficile lavorarci. Allora te ne vai… e dopo che te ne sei andato cominci a rimpiangerla. (Fabrizio De André)

Bisogna finire in bellezza. Non me ne frega niente dell’Inter, non me ne frega della solitudine. Ghe pensi mi! Il peggio del peggio (bisogna chiudere bene).

Menzione d’onore alla Gialappa’s Band che si è intromessa in almeno tre canzoni. Li stimiamo in questi momenti, perché devono occuparsi del “Grande Fratello”? Ridateci un momento d’amarcord, se non proprio “Mai dire Gol” quantomeno Frengo. Ve lo immaginate dopo 20 anni con il ritorno di simpatia Zemàn?

Canalis-Rodriguez inizia col botto! 1-1 al primo ingresso tra vestito e primo approccio a Morandi, poi è arrivata la canzone di Luca & Paolo. Sogghignata della Canalis dell’inizio su Belen che poi si perde in una risata forzata. Paresi fenomenale di Belen. Eppure le scintille sono poche, colpi sicuri e molta attesa di un errore dell’altra. Da una parte si rischia coi tacchi, dall’altra si rischia la carta del conduttore (in palese mano all’avversaria) e sulla voce. S’è l’è giocata, come? Benino. Come non detto: si gioca la carta della famiglia. Ora ce l’ha il padre la paresi! “Gianni Morandi è cotto di me”, aiuta la Canalis a pareggiare il conto: 2-2. “Cambio fidanzato!”, vale doppio: 4-2 Belen! Ed è guerra: Morandi patteggia per la signora Clooney, Duccio Forzano per la signora Corona… forse. La Canalis obbedisce agli ordini: bacio e 4-3. Alle 10 e 30 hanno finito di cantare, togliendo la pubblicità sarà una guerra. Comincia coi violini finti i cui archetti (veri) che si trasformano in pali per la lap-dance: 4-4, inevitabile. Cambio costumi… 5-4 Belen: più zoccola e meno impacciata. Annullato il primo match-point con un appoggiata e risatina a Morandi in extremis. Ancora a servizio Belen con Elisabetta che risponde con pochi colpi sicuri l’ingresso di Milly Carlucci regala il 5 pari, anzi: contrordine: colpo di coda con il replay! Mica me n’ero accorto ed è un colpo degno del miglior Federer. Vince Belen Rodriguez 4-6, 5-7, 6-1, 6-3, 6-4. Incontro teso, difficile, dove l’argentina non ha capito bene dov’era ma ha sfruttato soprattutto la sufficienza dell’avversaria che ha concesso molti errori grossolani. L’ultimo set non ha vissuto di grandissima intensità ma ogni tanto sono venuti fuori dei colpi veramente bellissimi, vince la favorita ma Elisabetta Canalis ha buttato un match che sembrava già vinto.

  1. Ancora il binocolo! Stavolta è una donna ad averlo, voleva capire le sfumature di differenza dei vestiti di Luca e Paolo?
  2. Vecchioni vecchio marpione. E’ entrato con un sorrisone, gesto d’intesa al pianista ed interpretazione decisa. Talmente decisa che ha seguito il consiglio di quei tre bastardi: gufo con gli occhiali.
  3. Ana“, all’argentina! Ha capito che non vince ma le tenta tutte, se capisce da come s’è conciata. Mica da come canta!
  4. Continuo a chiedermi se sono cecato: Povia a ballare dalla Carlucci? C’è stata la replica: ci vedo! E poi dicono che farsi le pippe rende ciechi…
  5. “L’abbiamo sfangata!” Luca Bizzarri confessa! I controsensi in termini non li commento, la sciarpa del Genoa sì: una bella idea. Morandi prova a rimediare alla rivolta di Luca Bizzarri ma è tardi, il pubblico e l’orchestra ha fatto un boato.
  6. Vorrei ricordare che Barbarossa ha vinto un Festival, battendo Mia Martini. In quell’edizione sono accadute tante altre cose strane. Questo per far capire la qualità della canzone
  7. Michele Misseri sca-te-na-to! E finalmente mi son ricordato chi dirige l’orchestra durante la sua canzone: Alterisio Paoletti. Nome de merda, plagio d’artista. Genio! (cit.)
  8. Ce l’ho fatta a non cambiare idea: Giovanardi, hai fatto un pezzo di merda!
  9. La paresi è un vizio di famiglia in casa Rodriguez. Vorrei un favore: datelo anche a Corona ma definitiva!
  10. Giusy Ferreri ha fatto un pezzo talmente di merda che il pezzo della Tatangelo era moooolto meglio. Ho detto tutto!
  11. “quest’ultima serata non l’ha fatta molto peggio?”, oltre che cecato sono anche sordo? Nathalie o dell’emozione… Eppure è brava, visto che Patti è fuori e Bernasconi m’è calato (come la pensavo la prima sera?) le mie ultime speranze.
  12. Confesso: la coppia metro-sexual me la sono risparmiata! Non si possono reggere, almeno sull’impressione che vincono non ho cambiato idea. Eddaje con l’incoerenza!
  13. Duccio Forzano, come non volergli bene. Dopo qualche cagata sparsa qua e là si sta vendicando sputtanandoli alla grande. Il partito approva. La finezza è Renato “statua-di-sale” Balestra inquadrato mentre pubblicizzano la nuova fiction di RAI1. In maglione nero e jeans, non c’è niente da fare.
  14. Ancora Gualazzi. Posso bestemmiare o anche qui becco i 15 euro di multa del CUS? Pago i soldi: rappresenterà l’Italia all’Eurofestival (che andrà in diretta su RAI2). Macumba: e se facesse la fine dei Jalisse?
  15. Comparsata? Non saprei. Fatto sta che vedere Massimo Ranieri mi fa piacere. Poi sto fermo a guardarlo: un signore.
  16. Avril Lavigne? 30 Euro, passare alla cassa di A.B.Z.
  17. “Votate”, cos’è passato? (cit.) Questo che faceva ridere.
  18. Mentre presentano la coppia metro-sexual RAI2 passa la storica intervista di Rino Gaetano a Susanna Agnelli. Lo devo commentare per forza o basta un sano nuntereggaepiù?
  19. – Fai una canzone mia? – Non restare chiuso qui… pensiero! – Politically correct… indietro tutta.
  20. Ancora il cronometro, ancora MariaSilvia. Tailleur ma si vedono le puppe!

Fuori concorso (e quindi fuori dal peggio) Helen Hidding, riportatela in TV. E datele dei vestiti decenti, se lo meriterebbe.

Chi va in finale? Michele Misseri, la coppia metro-sexual e Vecchioni. Quarto, quinto e sesto? La Crus, l’auto-riciclato e Van de Sfroos. L’ordine non lo so ma Nathalie neanche tra i primi 6 è uno scandalo! Il secondo di questo Festival. La golden share? A Vecchioni. Ergo, Premio della Critica. Due sono le cose: o ci ho preso o vince Michele Misseri!

Siamo a mezzanotte e mezza. Devono occupare almeno 45 minuti prima di dirci quello che l’Italia vuol sapere: il Festival è truccato anche quest’anno? Mezz’ora. Vince Vecchioni! Non il mio pezzo preferito ma sono contento d’esser stato smentito. L’orchestra lancia le rose, il Festival non è truccato. Ripropone il pezzo e vedere Morandi un po’ commosso un po’ sconsolato appoggiarsi alla scenografia mi mette malinconia.

P.S. Lode al Maestro Sabiu, al suo pezzo al pianoforte, alla sua somiglianza con Branduardi e all’orchestra.

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la quarta serata

Avevo da festeggiare: replica e spezzoni, peccato! Stasera però ci scateniamo, ancora il peggio di Sanremo

Menzione d’onore, ancora una volta per il mio socio che doveva bersi una birra e non è venuto, adesso starà scopando. In Calabria!

  1. Non ci possono accusare di plagio ma di nepotismo sì… eppur noi ce ne sbattiamo: Fabio Concato vaffanculo! Micaela ha sfiorato l’impresa ed ha sfiorato la mezzanotte. Resta divertentissimo il dialogo tra lei e la Gialappa’s
  2. Fuori Tricarico e Max Pezzali, finalmente!
  3. Canalis-Rodriguez 4-6. La traduzione perla ed autogol allo stesso tempo. Essere incinta ti rende più troia? Secondo me no! Comunque adesso siamo 2 pari! Belen parte favoritissima ma chissà…
  4. Barbarossa al Festival non poteva andarci subito con Neri Marcorè invece di risparmiarci la moglie di Alonso? Chiediamoci: anche lei è sponsorizzata dal Banco di Santander?
  5. Non è conduttore ma ho la seria intenzione di assolvere Gianni Morandi
  6. Hanno fatto la gaffe del televoto: ora hanno la scusa per truccarlo!
  7. Robert de Niro a letto con la Bellucci? Allora sono serie le intenzioni di scudetto di De Laurentiis!

P.S. Stasera, dopo cena, super-diretta! Daje tutto! (cit.) La vittoria di Vecchioni? Non ci avevamo pensato ma non ci dispiacerebbe

Oh, oh. Sanremo. Oh, oh. Sanremo. Oh, oh, Sanremo. Oh, oh!

indovinello

Cos’hanno in comune Mark Twain, Sophie Scholl, Fabrizio De André, i Radiohead e Caterpillar? Una data, il 18 Febbraio.

Partiamo dagli ultimi due: dono del signor Yorke, anticipata l’uscita del nuovo disco. In attesa di quello dei R.E.M.

Caterpillar? Vorrei ricordare che oggi c’è “M’illumino di meno”, una bella giornata. Grazie Cirri, grazie Solibello. Grazie Radio Pop

Gli altri tre? Mark Twain il 18 Febbraio 1885 ha mandato in pubblicazione “Le avventure di Huckelberry Finn”, il Franti americano. Sophie Scholl il 18 Febbraio 1943 è stata arrestata, insieme agli altri componenti della Rosa Bianca. A questo punto mi chiedo che fine abbia fatto il libro che regalai a Debora Panizza. Lo legge? Nel libro le lasciai una dedica? Chissà, non la sento da anni. E Faber? E’ nato il 18 Febbraio 1940, compiamo gli anni lo stesso giorno. Happy Birthday to me, tanti auguri Faber.

La voglio anch'io una foto così

la terza serata (G.G. uno di noi!)

Michele Novaro incontra Mameli e insieme scrivono un pezzo tutt’ora in voga

Premessa. Per una volta ci accodiamo alla massa: Gianni Morandi è un cantante, non un presentatore. Hanno scelto lui perché non c’era nessun altro. Ancora il peggio di Sanremo

Menzione d’onore per il mio socio. Mi ha fatto sapere che il Teatro Grande di Brescia è più grande dell’Ariston. Aggiungo una cosa: ha ragione, i giovani vanno presentati prima. Per fortuna (o purtroppo) “Lungimiranza” è una canzone degli Offlaga Disco Pax.

  1. “Va’ pensiero”, sappiamo chi l’adora. Chi la canta (e pure molto bene)? Albano, noto leghista, con una camicia con il colore della Lega: un bel rosso acceso perché, come dice Beppe Grillo, Bossi era comunista!
  2. Chi cazzo era quello col binocolino da spettacolo lirico? Voleva vedere meglio le tette di Belen?
  3. “The ballad of Sacco and Vanzetti”… non potevano dire, in diretta EUROPEA, che parliamo di due anarchici. Sto soffrendo e pagando perché sono anarchico (Gian Maria Volontè)
  4. Arisa? Con gli occhiali nuovi? Pezzali vestito normalmente? So’ cecato?
  5. – Perché tu milanese canti una canzone in napoletano? – Intanto io sono figlio di napoletani. – Non avrà la cadenza però solo la risposta lo assolve da tutte le colpe da lumbard. Ah, s’è pure ricordato di cantare.
  6. Canalis-Rodriguez 1-6. Cappotto clamoroso! Partita d’attacco della Belen con un paio di regali clamorosi di Elisabetta, letteralmente schiantata. Punto in coda, io non sono cattiva: è che mi disegnano così
  7. – Chissà domani gli ascolti di Annozero – Stasera era davvero dura, infatti hanno invitato Storace. – La battuta è mia, voglio il copyright! – Mi sembra stonato Benigni? – Perché? – Con questi discorsi sulla patria, di questi tempi. – Non fare lo schizzinoso, Masi doveva ripijarsi. Voleva i sali ma La Russa teneva solo l’olio di ricino. – Applauso, cazziu cazziu!
  8. un paese che non ricorda la cultura va incontro all’oppressione e alla schiavitù. Storiografia a parte… la vera perla di Benigni.
  9. Lady Blackberry al Festival! Scanzi, dove sei?
  10. Melito di Porto Salvo, cornuto!
  11. Mamma mia, a pensare all’estate di due anni fa e a come facevamo i pirla. Vederla a Sanremo cantare così fa impressione, grande Micaela! Continuo a pensare che lei e Gabriella Ferrone hanno cantato i pezzi migliori nelle nuove proposte, terza Sabrina Abrami.
  12. Corsa contro il tempo (perfino il cronometro!), perduta. Il TG1 60 secondi, ci vorrebbe una cronaca

Lo ribadisco: non riesco a sopportare questo amore dell’umanità per Luca Madonia, Giusy Ferreri e soprattutto per Gualazzi.

Io non capisco tutto questo rock ‘n roll / io non capisco la-si-do-re-mi-fa-sol / Io non capisco, non capisco, non capisco / e allora ballo la disco-music / Evviva la disco-music!

Ah, contrordine: sto rivalutando il brano di Giovanardi… forse. Dico anche un’altra cosa: non mi sento italiano. C’è stato tutto quello che ha detto Benigni, per carità, ma l’Italia è anche tante colpe e tanti massacri. In nome della patria. Chi hanno ripescato? La Tatangelo, come ampiamente previsto, e Michele Misseri. Albano ha già vinto!

P.S. Mi annunciano dalla regia che Emma possiede simpatie comuniste. Cantare non è cosa sua ma quanto meno metterla premier al posto della Bindi, almeno per la mia amica Chiara che non potrebbe reggere.

la seconda serata (inch’allah)

capelli biondi stratinti / rossetto da battona autoprodotta / naso tempestato di punti neri / e quindici anni molto randagi
Menzione d’onore per Maurizio Dei Lazzaretti, è vero: sta invecchiando parecchio ma resta un grande. Lui ed il Maestro Sabiu
  1. Le canzoni continuano a fare cagare, almeno qualcuna, ma c’è da dire che si stanno impegnando tutti nella speranza di non ripetere la figura di merda di ieri
  2. “L’unico essere al mondo che ha la barba che coincide con le labbra è Peppe Vessicchio”, parole e pensieri del mio socio. Ha ragione, complimenti
  3. La par condicio sulla satira? No comment.
  4. Giusy Ferreri semi-nuda era già indecente ieri. Adesso ha fatto una roba strana agli occhi e rossetto da troia… e se vincesse come dice il mio collega? Siamo messi mooooolto male!
  5. Dio (se esisti) accogli nel tuo regno il costumista di Max Pezzali!
  6. Mario Gregorio (SuperTV Brescia) critica l’audio di Sanremo. Affanculo la coerenza!
  7. Canalis-Rodriguez 7-5. La canzone e lo stacco di culo di Belen colpi di scena in un confronto che sta vivendo dei ritmi più alti. La Canalis tante piccole cose che attizzano ‘na cifra! Del rossetto da battona autoprodotta (cit.) non ne parliamo proprio. Poi ha cominciato a parlare inglese, bisognava chiamare Nicole Minetti!
  8. Gabriella Ferroni. Fisicamente mi garba. Se facesse meno le mossette e strafacesse con la voce potrebbe andare da qualche parte. Il pezzo è bello, ottime le musiche. Gli altri giovani? Gualazzi? No, cazzo. Micheal Bublè non lo sopporto. A casa! Il rastone fa veramente ridere ma il reggae fatto in quella maniera DEVE SPARIRE! L’altra? Accettabile, l’hanno ammessa. Insieme a quello lì cor nome de mmerda. Fabio Concato… ma vattela a pija!
  9. Ancora i 60 secondi di TG1, ancora la Milf. Tutti al “Bulli & Pupe”, altro che l’Olgettina!
  10. Resisto per la seconda sera di fila fino alla fine, giusto per vedere chi passa. Tanto il mio pensiero sulle canzoni l’ho già espresso (e non cambio certo idea). E se il Bernasconi portasse a casa il premio della critica? Mica c’ho pensato! Fuori, per ora, Al Bano e Patty Pravo. Incredibile! (Cit. Gianni Morandi)

Mi consolo con gli originali, almeno hanno nomi e cognomi che esprimono decenza e normalità

P.S. L’ingresso alla fine del Maestro mescolato ai “protagonisti” con la chitarra elettrica, altro punto per l’orchestra. Vi prego, truccate il voto!

la prima serata

siamo rimasti a guardare / un desiderio / qualche volta noioso / e non sarai mai / un’emozione da poco

Io ed il mio socio tiriamo fuori il peggio da Sanremo. Premio speciale della giuria per Mariasilvia Santilli? Chi è? Era tardi, c’era la pubblicità. Vi siete persi i 60 secondi di TG1, una perla. Via il mezzo busto, camicia bianca, capelli strafatti e occhiali neri. Una milf d’altissimo profilo, Olgettina style

1) Canalis-Rodriguez. Primo set 6-4. Non è tennis, è il premio “la più zoccola delle vallette”. 5 serate, come ogni finale di Grande Slam che si rispetti. Menzione d’onore per l’inizio sfolgorante ed il pantalone attillato di Elisabetta, Belen si salva con quel quasi richiamo a Corona e la collana su vestito nero.

2) Clip su chi resta: in ordine Tricarico, Luca Madonia e Giusy Ferreri. I primi tre. Cioè Battiato che ricicla “Segnali di Vita” e i due che avrei fatto fuori. Pezzali ed Al Bano sono da calci in culo ma fuori concorso. Il primo si è sputtanato da solo (con una canzone indecente e cantata peggio ma soprattutto per la giacca), il secondo ha scritto una canzone che rivisitata la dovrebbe cantare Michele Misseri! Sarah è libera!

3) La perla sul televoto è favolosa! Grazie Gianni!

4) Luca & Paolo, due stupidi ma da volergli bene. Una pecca? La cravatta grigia!

5) Su Internet a commentare ma con un occhio al blog di Assante & Castaldo su Repubblica, stanno andando anche loro verso una brutta piega.

6) Nicoletta, ti adoro. In un’epoca assurda in cui tutte provano a svestirsi tu capelli assurdi (Nonna Papera, suggeriscono dalla regia) e vestito di tutto punto. Le mani librano, voce struggente. Ti adoro

Chi avrei fatto fuori? Lo ripeto: Tricarico, le cui cantilene hanno semplicemente rotto-il-cazzo, e Giusy Ferreri. Lei per due motivi: per come si è conciata e per la canzone. Molto peggio della Tatangelo che ha avuto, nonostante tutto, uno scatto di decenza. In tutto questo marasma restavano dentro i due tamarri, La Crus (i quali si dovrebbero vergognare! Dopo tutte le cose belle che ci hanno fatto vedere in questi anni si sono presentati con una canzone indecente!), Luca Madonia (rileggere sopra il parere) e la coppia metrosexual Emma+Modà. 25 anni fa non serviva l’accento, cantava Andrea Chimenti. Un signore.

Fuori 7 ne restano altrettanti: in ordine di apparizione Barbarossa, Vecchioni, Tatangelo, Van De Sfroos, Anna Oxa, Patty Pravo, Nathalie. Il mio podio? Patty Pravo vince, il Bernasconi secondo e Nathalie pupilladiElio terza. Giù dal podio la nipotina di Enver ma dopo l’eliminazione va ufficialmente fuori concorso.

Anna Oxa a Sanremo conciata come una punk londinese

P.S. Fuori la Tatangelo? La ripescano e arriva sul podio, come Sal da Vinci due anni fa. Vince Emma, seconda Nathalie o Giusy Ferreri.

il gigante in bleu

La rocca di Peñíscola

Una “Lacrima di Borghetti”… per ora la tengo per me

Peñíscola è una piccola cittadina all’inizio della Comunidad Valenciana, non molto distante da Castelló de la Plana. Il mare e la spiaggia sono bellissimi. C’è un lunghissimo lungomare e la parte vecchia, con il castello, è veramente carina. Nei negozi, visto che in famiglia sono l’unico a parlare lo spagnolo e l’inglese, faccio le veci dei miei genitori. Peñíscola, tuttavia, è un paesino e non c’è molto da vedere. Allora ogni tanto prendiamo la macchina e visitiamo la zona: i luoghi da vedere ce li consiglia il proprietario dell’albergo dove alloggio. Si chiama Santiaga, è un agente della Guardia Civil in pensione e nel gabbiotto accanto a Cristo c’è la foto di un tizio vestito militarmente. E’ l’estate del 2000

Il 2 Luglio ci ritroviamo in un piccolo ristorante, c’è la televisione accesa e sta trasmettendo una partita. Il proprietario è piuttosto corrucciato, sarà perché dentro al suo locale sono tutti francesi. Appena si accorge che siamo italiani ci da una pacca sulla spalla e ci sorride ma non lo fa per lo stesso motivo per cui lo fanno ad Umberto Eco. La partita è di quelle importanti: Italia-Francia, è la finale dell’Europeo. Gli azzurri cominciano con il piglio giusto: mantengono un buon ritmo per tutto il primo tempo. Ad inizio ripresa un uomo che era solito mostrare l’orecchio ai suoi tifosi segna il gol più importante della sua carriera. Io e mio padre esultiamo ma i camerieri spagnoli esplodono in un boato ben più forte del nostro. L’Italia ha le occasioni per chiudere il match ma le spreca malamente. Al 94° Cannavaro compie un’ingenuità difensiva che paghiamo carissimo, è il pareggio di Wiltord. Dentro al ristorante sembra un bistrot parigino, perfino la telecronaca di TVE sembra in francese. Si va ai supplementari: un’Italia frastornata dal successo sfuggito all’ultimo soffre una Francia caricata a molla fino a quando un “gigante in bleu” ha la palla buona a centro-area. Botta di sinistro e palla sotto la traversa: golden-gol e Francia campione. I francesi esultano ma si moderano davanti al mio volto spaesato e spento. Mio padre ha lo stomaco (o la rabbia) di mandare affanculo sia i francesi sia Del Piero, il grande colpevole. Dopo quell’Europeo succedono due cose importanti: il motivo per cui danno le pacche ad Eco accusa Zoff di non aver gestito l’incontro, quest’ultimo non digerisce e si dimette. La seconda avviene in sordina: David Trezeguet, così si chiama il “gigante in bleu”, è stato acquistato dalla Juventus per 45 miliardi di Lire. La somma è elevata ma all’inizio nessuno se ne accorge, visto che per rincorrere lo scudetto l’attacco bianco-nero sarà composto ancora dalla coppia Inzaghi-Del Piero. La Juve fallirà la rincorsa ancora una volta ma si renderà conto d’aver comprato un signor attaccante e a fine stagione sacrifica Inzaghi. La scelta accontenta tutti: Trezeguet, libero dall’ingombro di Pippo, esplode e porta a casa l’agognato scudetto. Entra nel cuore dei tifosi bianco-neri e negli anni dimosterà di essere un attaccante vero, una bestia dei 16 metri. Inzaghi al Milan vive una rinascita e non solo si prende le sue soddisfazioni ma porta a casa pure gli interessi, visto che per due volte festeggia grazie ad errori di Trezeguet dal dischetto.

Dieci anni dopo quell’estate io e mio padre siamo in casa, leggo sul “Corriere dello Sport” un articolo sulla Salernitana quando gli faccio: “Hai visto la Juve? Ha venduto Trezeguet”. Mio padre, che non si è minimamente scomposto, mi risponde: “Lo ha comprato la Salernitana?”, la butto sull’ironia: “Secondo te la Salernitana ha i soldi per Trezeguet?”. Mio padre mi risponde con il suo tono brusco e definitivo: “E allora che mi frega? E comunque te lo dico adesso: la Juve ha fatto una cazzata. A proposito, ma chi l’ha preso?”. “L’Hercules di Alicante, una squadra spagnola.” Naturalmente mio padre, al quale certi giocatori gli interessano finché li guarda, ha rimosso Trezeguet ma ogni volta che vede Del Piero lo manda affanculo. Io invece mi sto appassionando al campionato spagnolo. Domenica non avevo voglia di vedere la Salernitana a Pavia ed allora ne ho approfittato per buttarmi sulla Liga: mi sono visto l’Hércules affrontare il Real Zaragoza. L’ex-squadra di Milito è passata subito in vantaggio, nella ripresa l’Hércules pareggia con un gran gol di Farinós. Sì, proprio lui: l’uomo che in una partita di Coppa Uefa prese i guantoni di Toldo, appena espulso, e si mise a giocare in porta. Ad Alicante era finito quasi a svernare, è diventato il capitano e si è ritrovato di nuovo in Primera, a giocarsela. Al 90′ scodella una palla in area verso il gigante in bleu. Stop a seguire e tiro di sinistro: Gol, 2-1. Trezeguet va in doppia cifra e permette all’Hércules di conquistare tre punti pesantissimi per salvarsi. E’ ancora un signor attaccante, a differenza di Toni che ha la sua stessa età ma non ha mai avuto né la sua continuità né il suo killer-instict in area di rigore.

Il gol è sempre un piacere

E’ bello quando certi bomber si buttano in provincia e lo fanno con la professionalità degli attaccanti veri, roba per gente con meno titoli ma con la voglia di contendere la classifica cannonieri ai loro colleghi da copertina.

P.S. Nello stadio dell’Hércules sono state disputate tre partite del Mundial ’82: la finale 3°-4° posto fra Francia e Polonia, Argentina-Ungheria 4-1 (con doppietta di Maradona, gli unici gol di Diego a quella rassegna mondiale) ed Argentina-El Salvador 2-0. In campo brillano i due giocatori con il numero 11: Mario Kempes da una parte, Jorge Gonzáles dall’altra. Kempes giocherà nell’Hércules, Gonzáles dopo quell’estate resterà in Spagna dove si consacrerà a tal punto da diventare mágico

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