7 ottobre (parte prima)

Lo confesso: ho guardato su Wikipedia. Sono accadute alcune cose negative (la catena di montaggio, l’omicidio di Anna Politkovskaja), alcune curiose (il 7/10/1582 non esiste) ed altri eventi importanti ma soprattutto due si possono definire affascinanti: la Battaglia di Lepanto e la nascita della DDR. Lasciamo  stare l’epopea di Pankow e Yann Tiersen, dirottiamo la storia al 1571.

Il primo grande tentativo fallito dell’Impero Ottomano di prendere l’Europa e dargli definitivamente un calcio in culo. Il secondo fu la Battaglia di Vienna del 1683, anch’esso fallito. Con un utente della Biblioteca di Ospitaletto il quale ho visto prendere in prestito, con mia grossa soddisfazione, un volume dedicato agli eventi del 1683, ho discusso a riguardo. Siamo partiti da una banalità: se avessero vinto lì sarebbero arrivati a Roma. Probabilmente è così, se fosse successo sarebbe stato il crollo della cristianità? Questo è il “busillisi”, per dirla come Andrea Camilleri? Mah, lo ritengo un falso problema. La cristianità è comunque in crisi, lo era già prima (ci siamo scordati di quel ciccione di Martin Lutero?). La mia impressione è che abbiamo paura del mondo islamico, della civiltà musulmana e di quello che può offrirci. Siamo ancorati ad un presente che va incontro al baratro che è quello dell’intera Europa, salvata 400 anni fa ma adesso portata all’auto-distruzione.

La domanda che dobbiamo porci è cos’è stato l’Impero Ottomano, di cos’è padre e di cos’è figlia la sua disgregazione.  E’ padre di Saladino, della sua saggezza e della fine misera delle crociate. Ha chiuso l’era di Bisanzio, un luogo a metà tra magnificenza collettiva e miseria politica. E’ stato un luogo di visir e misteri, d’intrighi e invenzioni. Di harem e cultura. Nell’ultimo caso mi vengono in mente soprattutto tre cose: il genocidio armeno, la crisi palestinese ma soprattutto la distruzione di quelle che erano le perle della cultura islamica. In ordine alfabetico Baghdad, Beirut e Damasco. A leggerle in quest’ordine fanno venire i brividi, le associamo alla polveriera del mondo e, volendo essere banali, rappresentano alla perfezione quella “puzza di dio” raccontata da Carmelo Bene. Ci permettiamo di aggiungere che si tratta dell’odore del sangue.

Ci rallegriamo oggi perché Vienna non fu conquistata, si sono rifatti nel tempo. Berlino capitale del nuovo Impero Ottomano, come cantavano splendidamente i CCCP. Nella speranza che dietro ci siano intelligenze laiche e harem grondanti d’amore e cultura, non le auto-bombe “in nome di dio, allah o come diavolo si chiami”.

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black book

Ora si parla della neve, quella vera. Per una volta. Torniamo a quattro giorni fa:

  1. “Da soli, in 25, abbiamo respinto 5 mila energumeni armati di “male e peggio”, picconi, accette … Per 1.200 euro al mese, più 13 di indennità nei giorni di ordine pubblico … siamo i supplenti di un governo, come anche ha detto il capo della polizia, di destra o di sinistra che sia, che invece non ci tutela come dovrebbe. I politici promettono aiuti che non arrivano mai e noi sacrifichiamo le nostre vite, privato compreso”, parte della testimonianza di un poliziotto. E’ vero quello che dice, prendono molto poco. Non hanno alcun sostegno dallo Stato, non ricevono soldi per le pattuglie ed hanno molti problemi. Lo vedo con l’Arma e allora mi chiedo: perché non vi prendete coraggio? Dobbiamo compatirvi per forza? Avete ragione ma invece di prendervela con dei “ragazzini”, con “cinquanta violenti”? Alzate gli scudi e cominciate a tirarli contro il potere anche voi! Prendetevi coraggio!
  2. Nel ’69 era un’opinione contro i benpensanti ed era coraggiosa. Adesso la citano per difendere i benpensanti. Voglio fare una provocazione: nascondete Pasolini! Fatelo sparire dai vostri comodini, dalle vostre librerie e dalle vostre biblioteche. Non ne siamo degni
  3. Ho letto la lettera di Saviano, poi su Micromega ho trovato una splendida risposta a firma Valerio Evangelisti, mi sono riconciliato leggendo la seconda. Chissà perché… Carmilla forever!
  4. Apologia di reato… che cos’è? Me lo spiegate? Mah, in fondo è la conferma che in Italia per cazzate hai la fedina penale sporca e per cose sporche hai la poltrona a Montecitorio.
  5. Stiamo facendo la fine della Grecia, sotto sotto ci speravo e un po’ temevo che non c’arrivassimo. E’ la rivoluzione? Boh, diamoci tempo ma ce n’è di strada da fare ed un pochino la dovrà percorrere la partitocrazia
  6. Tutti s’indignano, tutti postano La Russa, tutti puntano all’arte del distinguo, al cercare il pelo nell’uovo. Il giorno dopo, a Roma. Il giorno dopo, ad Atene, si finiva di rompere quello che si era salvato il giorno prima

Morale? Siamo una generazione eternamente viziata sul mito eroico del call-center. Pure io, purtroppo. Pagherò i danni, per fortuna esistono i paraurti!