chi striscia non incampia

Ho tenuto da fare (non a caso sto scrivendo pochissimo su DeBaser), riassumiamo:

  1. Intervista di El Pais ad Otegi. Nel link c’è l’integrale in spagnolo. Dice molte cose ma riassume molti pensieri che condivido sulla questione basca, da me molto sentita. Naturalmente viene ridimensionata mettendo le prime colpe da parte del Batasuna e dell’ETA quando i primi colpevoli sono gli attuali politici spagnoli, figli naturali del Franchismo. Gora Euskadi Askatuta!
  2. Si avvicinano le elezioni di mid-term nello Stato Canaglia per eccellenza. Saddam Hussein Obama sta girando il mondo perché finalmente gli americani hanno capito che è un bluff! Goduria! Lo dicevo già due anni fa (ho testimoni) che era meglio votare McCain. Tra una destra ed un’altra meglio l’originale!
  3. Il valore della morte è scomparso in Italia, probabilmente già da anni ma è sempre meglio ribadirlo quando i telegiornali tirano fuori dei vergognosi gialli a puntate senza informare sulle reali vergogne, vedasi il bluff di Napoli e della munnezza (naturalmente nessun giornalista gira per le strade a filmare lo spettacolo). Com’era quello spot? Bella ieri, bella oggi, bella domani? Inquinata ieri, inquinata oggi, inquinata domani! Il governo è intervenuto (cit!).
  4. A proposito di bluff, quello ovale è semplicemente scomparso. Il Brescia ha preso 10 mete dalla Polizia a Roma, chi non vorrebbe il Brescia ai play-off? Lo vorremmo tutti ma siamo realisti. Continuiamo a fare il nostro campionato e ci salveremo. Intanto rotto il digiuno, battuto il MarcoPolo. Il risultato? 3-1 negli ammoniti. 21-17 sul campo. Accorciano le distanze con 21 mesi di squalifica a zero!
  5. Usciti tre album decisamente interessanti nello scenario musicale italiano: Massimo Volume, Bachi da Pietra, Le Luci della Centrale Elettrica. Escludendo per il momento il signor Brondi (attendo qualche giorno per ascoltarlo), mi butto su Clementi e la coppia Dorella-Succi. E’ un gradito ritorno però mi viene un dubbio: ne avevamo proprio bisogno? Forse manca quell’inventiva ed aggiornamenti, storie e musiche bellissime ma forse era lecito aspettarsi qualcosa di diverso. I Bachi da Pietra mi appassionano e li aspettavo, sono rimasto basito (basito come Stanis Larochelle) la prima volta che li ho ascoltati. Stanno riemergendo dalle sabbie mobili, chissà.
  6. MicroMega sta ospitando un dibattito splendido su Beppe Grillo, sarebbe da scriverci ampiamente a riguardo. La faccio molto breve: qualunquista? Non saprei ma non è neanche importante saperlo. E’ importante discutere sulle idee e non mitizzarlo perché purtroppo in Italia siamo così: gli italiani sono un popolo squallido, hanno sempre bisogno di una guida.
  7. Illegali gli Speed Check! Tiè!

Non me ne vengono altre, si torna tra qualche giorno. Fine delle trasmissioni. Sigla!

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coventry (al cinema)

Ho realizzato il primo proposito: ho visto i miei compagni di squadra. Meglio che me ne stavo a casa mia (ho scoperto che si rischia una squalifica pesante se l’arbitro ti sgama a bestemmiare, queste sì che sono brutte notizie). La cronaca (c’è un pizzico d’autoironia):

Gran finale di questa domenica con il CUS Brescia. Trasferta a Velate e sconfitta, meritata per demeriti nostri. I brianzoli si sono dimostrati tutto fuorché una formazione trascendentale eppure hanno portato a casa 4 punti utilissimi in classifica. Partiamo in macchina con 21 uomini contati (all’ultimo mancano il mediano di mischia titolare ed il pilone sinistro!). Alla comitiva si aggregano assistente improvvisato (quello ufficiale in crociera!), guardialinee deciso all’ultimo (quello ufficiale non lo può fare non avendo ancora avuto il transfer), qualche fidanzata ed un bestemmiatore incallito (indovinate chi?). Tra il Giornale di Brescia portato da chissà chi ed una partita di briscola si arriva, prestino, a Velate dove ad attenderci ci sono gli avversari che arrivano alla spicciolata e l’arbitro (naturalmente lui può arrivare per ultimo). Le assenze all’ultimo costringono il mister ad un paio di cambi all’ultimo. La squadra non è messa malissimo, in mischia tiene bene e le touche vengono sostanzialmente pareggiate (o finiscono storte o vengono rubate dalla squadra avversaria). Nel primo tempo andiamo un attimo meglio visto che Valse piazza quello che può e restiamo in partita. Cosa va male? Il gioco alla mano, dove buttiamo un paio d’occasioni e le due mete. Prese in fotocopia, pallone che esce rapidamente da una mischia ordinata sui 22 e veniamo infilati sul lato chiuso con una facilità preoccupante.

Nella ripresa, come già ci avevano anticipato i giocatori del Desenzano, il Velate cala fisicamente e noi torniamo a farci sotto. Le occasioni per piazzare sono ben 3 ma vengono tutte fallite (effettivamente la prima era difficile: ci abbiamo provato da metà campo!). Neanche i minuti con il Velate in 14 servono a molto perché loro perdono in gamba ma non in organizzazione e lucidità, ergo le maul non si sviluppano bene ed al largo riescono sempre ad annullarci. Fortunatamente loro non puntano ad allungare ma gestiscono la partita con intelligenza e la portano a casa. Risultato tutto sommato giusto, discreto arbitraggio e noi dobbiamo recriminare per l’occasione persa. E con quella d’una settimana fa siamo a 2: due avversari non trascendentali che si sono presi i 4 punti senza ferire più di tanto. E’ la testa che fa male e due settimane devono essere sfruttate al massimo. Il derby cittadino contro il Marco Polo rappresenta un’occasione da non fallire assolutamente.

Questa è cronaca. L’altra cronaca parla dell’addio agli eroi (titolava così Studio Aperto stasera!). Eroi? Non lo so. Certo, non pigliano poco a stare lì ma siamo onesti, almeno su questo: scelgono l’Afghanistan e le missioni all’estero perché ti pagano lautamente. Se ne fottono della missione di pace (anche perché su quello…), vogliono prendere qualche soldo in più perché altrimenti si muoiono di fame. Si va, nella speranza che capiti a quello accanto nel blindato e non a te. Alla fine è vero: l’unica arma che ha la guerra è la disperazione della gente. Quella dei soldati, quella dei popoli occupati e dimenticati, quella delle privazioni dei poveri in favore dei proventi dei ricchi (si parla d’un territorio fondamentale per il passaggio di petrolio e gas naturale). Missione di pace? Questo è un discorso interessante. Prima di tutto per le parole di La Russa (voglio usare le bombe! “Puoi” gli ha risposto la NATO, questo dice tutto). Dibattito non mi ricordo dove, comunque c’era quella merdaccia d’Agnoletto (e forse mi tocca difenderlo). Comunque gli si contestava di leggere l’Art.11 della Costituzione solo in parte. E citiamolo…

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

“consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni”, probabilmente l’altro ospite (di cui non ricordo il nome) vorrebbe concentrarsi su questo passaggio. Limitazioni di sovranità, roba che in Afghanistan esistono dal 1980. Dall’invasione sovietica e dalla controffensiva americana affidata ai talebani e ad uno sceicco saudita di nome Osama Bin Laden ma questi sono dettagli senza importanza. Si parla ossessivamente di principio d’autodeterminazione e di sovranità che deve essere garantita a qualsiasi buco con velleità indipendentiste (ce l’avevano con Tito e poi si è scoperto che teneva ragione), si ha la paranoia del federalismo e poi si scoprono queste finezze. Probabilmente è vero che molti leggono a metà l’Art.11 perché se lo leggessero tutto il travaso di bile sarebbe definitivo! Ergo, né eroi né bombe. E’ la solita sporca guerra del capitale e del potere.

P.S. L’Under 21 del pallone tondo s’è fatta cacciare dall’Europeo e dall’Olimpiade dalla Bielorussia. Non è un paese per giovani, direbbe Prandelli. Chi è causa del suo mal pianga se stesso (cit.)

P.S. 2 E’ giusto citare i 21 eroi del campo di Velate (restano fuori, in ordine sparso, Arienti, Garbelli, Raccagni e Barbato): Medeghini, Cittadini (75′ Piotti), Bruni Zani, Sangiorgi, Bertolotti, Valseriati (75′ Pellegrino), Maritati, Scaroni, Pellizzari, Festoni (61′ Lombardi), Xhanari, Bianchetti, Grumino, Palini, Dallari N.E. Rumi, De Nigris, Papetti. Allenatore Romano.

notte bianca (come colore, non come sonno)

Come esiste in biblioteca dove lavoro fondiamo la sezione locale nel blog.

Di cosa voglio parlare? Della notte bianca di sabato a Brescia (non è la prima). Cosa dire? Tanto rumore per nulla. Guardandomi attorno cosa ho visto? TeleTutto che fa una diretta senza alcun senso. Il Teatro Grande ed il Conservatorio aperti sono stati probabilmente gli unici veri eventi, tenendo conto che i negozi erano quasi tutti chiusi e la gente andava nei soliti due-tre bar. Tanta gente che girava a vuoto (come me del resto. Certo, io a differenza loro non ero sobrio) solo per effetto, ecco mi è sembrata una scenografia ben congegnata ma di sostanza non molta. Certo, magari c’era il concerto in Piazza Paolo VI, come mi sembra ci fosse stato l’ultima volta: naturalmente con il marito di Ambra Angiolini (maledetta!). Fatto sta che lì non ci sono passato ma non credo di essermi perso Pat Metheny.

Il centro di Brescia sabato scorso non era molto diverso dai soliti sabato che siamo soliti ammirare in città (l’ho potuto constatare tutte quelle volte che il sabato sera l’ho passato al cinema). Eppure si è creato questo moto ossessivo e senza meta dei bresciani, a guadagnarci gli inserzionisti pubblicitari di TeleTutto e l’amministrazione Paroli. Se non fosse che il prezzo della birra mi sembrava un inculata enorme anch’io ci ho guadagnato: prima di tutto perché mi piaceva fare il pirla ubriaco e soprattutto perché ho visto chiusi due luoghi simbolo di Brescia (in negativo, naturalmente): il Generale in Piazza Arnaldo e Birbes! Suca!

prima di campionato

Ha ragione Gigi: dovevo andare a vedere il CUS. In fondo sono tesserato F.I.R. in quella società. Invece ho visto il Brescia, almeno mi è capitata una vittoria (il 13-16 casalingo contro il Crema si commenta da solo). Questa una scarna cronaca, in un italiano come sempre approssimativo:

Puntiamo ai primi 3 posti” così in settimana aveva dichiarato il presidente Remo Pola. Leggendola mi era sembrata una frase troppo ardita, il campo conferma il mio scetticismo. Sia chiaro, il Brescia visto all’opera oggi può fare un campionato assolutamente tranquillo e portare a casa la salvezza ma ci vuole ben altro per arrivare lontano in classifica. Soprattutto nell’aspetto della cattiveria e della voglia di portare a casa sempre il bonus. Ipotesi che si sono scontrati con l’estrema praticità portata in campo da Prezioso e compagni che hanno quasi sempre preferito i tre punti sicuri piuttosto che cercare le due mete per il bonus. La formazione è certamente buona, non molto diversa da quella dell’anno passato (infortunati due nei nuovi acquisti, Bonifazi e Ruffolo, ci si è affidati ad una soluzione in casa con il ritorno all’apertura di Quaranta). Il Livorno ha dimostrato di essere leggerino in mischia, ancora poco affiatato ma capace comunque di metterci in difficoltà grazie anche al lavoro degli uomini più esperti (Saccà, Squarcini, Neri e Reitsma).

La cronaca. L’inizio del Brescia è certamente buono, arrembante, ed il Livorno riscontra già dei primi limiti di organizzazione difensiva. E’ spesso costretta al fallo e non a caso già al 12′ paga con un cartellino giallo. Con il vantaggio di uomo il Brescia potrebbe spingere di più e fare malissimo ma prima preferisce portarsi con un piazzato sul 6-0 e poi, alla fine del periodo di superiorità, trova una meta grazie a Quaranta abilissimo a schiacciare in mezzo ai pali approfittando di un buco ben sfruttato da Capitan Prezioso. Come l’anno scorso dopo la meta arriva il black-out dei bianco-blu. Esce fuori il Livorno, capace di ribaltare i fronti d’attacco e trovare spesso al largo Brescia scopertissimo ed inferiorità numerica, visto che per contrastare Livorno si finisce per utilizzare troppi uomini causando problemi di riposizionamento. Le occasioni nitide saranno 3 ma in due verranno sprecate in maniera incredibile (due passaggi in avanti a pochi metri dalla meta). La prima meta di Reitsma chiude il primo tempo sul 13-7.

La ripresa è una storia apparentemente diversa. Bastano 51 secondi per arrivare in meta, è ancora una gran giocata di Prezioso a mettere in crisi la linea difensiva labronica. Due ricicli, il primo su Gabba, il secondo su Mastrocola, permettono alla terza linea di schiacciare. La mancanza di sostegni successivi allo sfondamento della prima linea avversaria e l’assenza di ricicli non aveva permesso di dare continuità all’azione, almeno nella prima frazione. Il secondo tempo aveva dato una dimostrazione del contrario, purtroppo non ce ne saranno molte altre. Il piazzato di Pietrasanta porta il punteggio sul 20-7. Il film dell’incontro ritorna ad essere quello del primo tempo: Brescia superiore in mischia ma poco deciso quando il pallone arrivava ai tre-quarti. Livorno falloso e sofferente in difesa ma palla in mano capace con poco di complicare la vita al Brescia (più volte decisivi i placcaggi di Pietrasanta, decisamente il migliore in campo). Complici i cambi la partita non avrà grandi sviluppi tecnici per poi vivacizzarsi nel finale soprattutto dal punto di vista disciplinare diventando un pochino più cattiva. La seconda meta di Reitsma chiude la partita con il 26-14 conclusivo. Domenica prossima, contro il CUS Verona, Prezioso e compagni potranno verificare quanto siano reali le ambizioni e quanto valga la praticità

La Salernitana ha vinto con lo Spezia e contro la S.P.A.L. si gioca la testa della classifica. Dove andrò? Probabilmente a Velate. Con i miei compagni di squadra